Lo chiede l’arcivescovo Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia

La famiglia riceva un Nobel per l’economia. La famiglia sia quotata in Borsa. Lo ha detto lo scorso 24 gennaio l’arcivescovo Vincenzo Paglia, Gran Cancelliere dell’Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, in un convegno su “Famiglia Prima Impresa”.

La proposta è parte di una “svolta culturale, politica ed economica” proposta dall’arcivescovo per superare la crisi della famiglia. E per questo “bene è stato fatto in passato a proporre il Nobel per l’Economia e la quotazione in Borsa per l’Istituto famigliare.

“La società e lo stesso mondo dell’impresa – ha osservato l’arcivescovo Paglia – normalmente sfruttano la famiglia e neppure le riconoscono quel che essa già offre. Non la considerano come una impresa, non ne riconoscono i diritti che un’impresa può avere. E quindi si privano di un importante volàno dell’economia”.

L’arcivescovo ha poi sottolineato “l’enorme fatica che tante coppie, tante famiglie, incontrano nel condividere un progetto comune che duri per sempre ha, tra le sue motivazioni, anche la tentazione di pensarsi autosufficienti e di impostare la vita come l’avventura di un “io” che non sa diventare un “noi..”.

Ha concluso l’arcivescovo: “La capacità di fare sistema, di entrare in un rapporto con l’altro e con la sua visione del mondo, hanno un indiscusso valore per la realizzazione di successi anche economici. Una buona famiglia, con relazioni sane e mature fondate sull’amore più autentico, è anche un piccolo modello di soggetto che sa fare ‘economia’, che sa cioè mettere a frutto nel modo migliore – cioè più economico – le risorse dei singoli membri per il bene di tutta la società”.

 


In un messaggio inviato al Forum Economico di Davos, Papa Francesco chiede di salvaguardare la dignità umana a partire dalle politiche per la famiglia

Papa Francesco per la famiglia. Nel messaggio inviato al Focus Economico Mondiale di Davos, Papa Francesco sottolinea ancora una volta la necessità di attuare “politiche economiche favoriscano la famiglia”.
È fondamentale – scrive Papa Francesco – “salvaguardare la dignità della persona umana, in particolare offrendo a tutte le persone reali opportunità di sviluppo umano integrale e attuando politiche economiche che favoriscano la famiglia”.
Il Forum di Davos ha come tema “Creare un futuro condiviso in un mondo fratturato. Il Papa chiede anche di creare un modello economico basato su “un’etica di sviluppo sostenibile e integrale, basata su valori che pongono la persona umana e i suoi diritti al centro”.
Il Papa nota i progressi in intelligenza artificiale, sottolinea che gli sviluppi devono essere fatti a favore dell’uomo, mette in luce l’importanza degli imprenditori che possono generare “cambiamenti sostanziali” attraverso il miglioramento della “qualità produttiva, la creazione di nuovi posti di lavoro, il rispetto delle regole del lavoro, la lotta contro la corruzione pubblica e privata e la promozione della giustizia sociale insieme a una giusta ed equa ridistribuzione dei profitti”.


Nel discorso agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, Papa Francesco ha indicato la famiglia tra i pilastri diplomatici della Santa Sede

Papa Francesco ha indicato la famiglia tra i pilastri dell’impegno diplomatico della Santa Sede.

Nel suo discorso di inizio anno agli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, il Papa ha indicato le linee guida dell’azione diplomatica della Santa Sede nel mondo, e l’agenda del 2018 prevede una forte enfasi sulla famiglia.

Il Papa ha denunciato il fatto che in “Occidente la famiglia sia ritenuta un istituto superato” a favore di rapporti volubili, e ha sottolineato che questi rapporti volubili sono però una casa costruita sulla sabbia, mentre c’è bisogno di costruire sulla roccia, che è data da “quella comunione di amore, fedele e indissolubile, che unisce l’uomo e la donna, una comunione che ha una bellezza austera e semplice, un carattere sacro e inviolabile e una funzione naturale nell’ordine sociale”.

Per questo, il Papa ha chiesto “reali politiche a sostegno delle famiglia, dalla quale peraltro dipende l’avvenire e lo sviluppo degli Stati. Senza di essa non si possono infatti costruire società in grado di affrontare le sfide del futuro”.

Per tradizione, il discorso al Corpo Diplomatico è il primo discorso che il Papa dà all’inizio dell’anno. Gli altri due temi fondamentali dell’agenda diplomatica della Santa Sede per il 2018 sono la ricerca della pace e le migrazioni, anche queste legate dal Papa al tema della famiglia, perché sono molte le famiglie spezzate a causa delle migrazioni, forzate o in cerca di nuove opportunità di lavoro.

La Santa Sede ha relazioni diplomatiche con 183 Paesi nel mondo.


Nella prolusione del Consiglio Permanente di gennaio, come di consueto uno spazio particolare è dedicato alla famiglia

I vescovi italiani continuano a puntare sulla famiglia per la rinascita del Paese. Il Cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, dedica come di consueto una parte della sua prolusione al sostegno della famiglia, perché – spiega – “se si fermano le famiglie, si ferma il motore sociale del Paese”.
Il Consiglio Permanente è la riunione del cosiddetto “parlamentino” dei vescovi italiani, che include i presidenti delle Conferenze Episcopali regionali e i presidenti delle varie commissioni. Nella prolusione, che dà il tono della discussione, il presidente della CEI mette in luce quali sono le priorità per i vescovi.
Oltre alla situazione sociale, le prossime votazioni e il tema delle migrazioni, la prolusione del 22 gennaio ha anche guardato alla situazione delle famiglie. Il Cardinale ha sottolineato che il fatto che, secondo i dati, “oltre un milione e mezzo di famiglie italiane sono in condizione di povertà assoluta”, e questo è “un dato che inquieta”, perché rappresenta un aumento del 97 per cento rispetto a dieci anni fa.
Il presidente della CEI ha affermato: “È necessario ripeterlo con forza: è urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane, perché nelle famiglie risiede la struttura portante della nostra società e si pongono le basi del futuro”.
Il Cardinale Bassetti ha aggiunto che “fa ben sperare l’ampia condivisione che il ‘Patto per la natalità’, presentato la scorsa settimana dal Forum delle associazioni familiari, ha raccolto tra tutti gli esponenti di partito: chiediamo che alle dichiarazioni compiaciute segua la volontà concreta di porre le politiche familiari come priorità all’interno dei vari programmi in vista delle elezioni”.


Luci, ombre, e cambiamenti della famiglia sulle pagine dell’importante settimanale inglese. Che conclude: “La famiglia fa bene”

Chi si sposa è generalmente più felice e sano, e ha più successo. A dirlo non è una ricerca di una associazione familiare cattolica, ma l’Economist, un settimanale inglese che si occupa di cose di mondo e che ha un profilo totalmente aconfessionale.
Il settimanale ha dedicato alla famiglia uno “Special Report” su famiglia e matrimonio. E vale la pena ripercorrerlo, per comprendere come si arriva alle conclusioni.
L’Economist sottolinea che sono tre le grandi direttrici di cambiamento riguardo il matrimonio.
La prima è che la decisione del matrimonio viene fatta dai giovani, e non più dai genitori. La seconda è che l’amore coniugale viene considerato principale, e dunque il matrimonio è passato dall’essere considerato un rito di passaggio ad una celebrazione di amore e impegno. E il terzo cambiamento è la crescente accettazione del divorzio.
Questo si è riflettuto anche sulla legge. In America, anche gli studi finanziati dal governo concludono che i programmi federali volti a rafforzare il matrimonio hanno scarsi effetti. In Cile il divorzio è stato quasi impossibile fino al 2004 e non è ancora facile. Probabilmente non a caso, il Cile ha la più alta percentuale di nascite al di fuori del matrimonio tra i 35 membri dell'OCSE.
E però ci sono i dati in controtendenza nel mondo occidentale, dove il matrimonio comunque è in calo. Un recente sondaggio di giovani britannici ha rilevato che il 93% aspira a sposarsi. Persino nei paesi in cui il divorzio è socialmente accettabile, la gente crede ancora che il matrimonio sia un legame speciale, da non creare o spezzare alla leggera.
Studio dopo studio testimonia che le persone sposate sono più sane, più ricche e più felici di quelle non sposate e meno inclini a separarsi dai loro partner. Gli accademici che hanno studiato gli effetti del matrimonio tendono a trovare conferme positive.
Nei paesi ricchi, l'istituzione del matrimonio conferisce sempre maggiori vantaggi alle persone che ne hanno già molte. Uomini e donne benestanti e ben istruiti si sposano tardi e dopo un'attenta considerazione. I loro matrimoni hanno un grande successo, in media, quasi certamente il più felice e il più appagante che il mondo abbia mai visto. Tra questo gruppo privilegiato, il divorzio è sempre più raro. Le classi lavoratrici sono diventate molto meno propense verso il matrimonio rispetto alle classi medie, e quando lo fanno, sono più frequenti i divorzi e le rotture.

 


Pagina 1 di 4

© 2018 - Fondazione Vaticana "Centro Internazionale Famiglia di Nazareth" - All Rights Reserved

Questo sito utilizza solo cookie tecnici che consentono una migliore navigazione senza violare alcuna privacy. Nessun dato profilante viene raccolto o memorizzato.