Il Presidente della Fondazione Vaticana “Centro internazionale Famiglia di Nazareth”, nella veste di Rappresentante Personale della Presidenza Italiana in esercizio OSCE 2018, Dimensione 3 sui “Diritti umani” con delega alla “Lotta al Razzismo, Xenofobia, Intolleranza e Discriminazione dei Cristiani e di Membri di Altre Religioni”, Salvatore Martinez è in missione in Austria.

Salvatore Martinez interverrà come relatore nella Sessione di apertura del Seminario Internazionale Supplementary Human Dimension Meeting sul tema “Child Trafficking – From Prevention to Protection”, organizzato dalla Presidenza italiana in esercizio OSCE 2018 con il supporto dell’Office for Democratic Institutions and Human Rights (ODIHR).

Il Seminario si svolgerà presso lo storico Complesso della Hofburg nelle giornate del 28 e del 29 maggio 2018.

Ad aprire i lavori, oltre a Martinez, saranno l’Ambasciatore Alessandro Azzoni, Presidente del Consiglio Permanente OSCE, Ms. Ingibjorg Solrun Gisladottir, Direttore dell’ODIHR e l’Amb. Madina Jarbussynova, Rappresentante speciale per la lotta al traffico degli esseri umani.

Scopo dell’incontro sarà quello di analizzare il fenomeno della tratta dei bambini e i connessi aspetti della protezione dei minori e delle specifiche misure di accompagnamento degli stessi. L’occasione costituirà anche un Forum di discussione per identificare e discutere le pratiche e le sfide nel campo della lotta alla tratta di bambini nell’area OSCE, oltre che la maggiore diffusione delle iniziative esistenti per affrontare la vulnerabilità dei minori vittime e dei bambini a rischio di tratta.

Al Seminario interverranno Delegazioni provenienti da diversi Stati dell’area OSCE (che raccoglie 57 Stati del mondo: 44 europei, 11 asiatici, più USA e Canada), Rappresentanti di Organismi internazionali ed esperti provenienti da diversi Paesi.

 


Il Presidente della Fondazione Vaticana “Centro internazionale Famiglia di Nazareth” e Rappresentante Personale della Presidenza Italiana in esercizio OSCE 2018, Dimensione 3 sui “Diritti umani” con delega alla “Lotta al Razzismo, Xenofobia, Intolleranza e Discriminazione dei Cristiani e di Membri di Altre Religioni”, Salvatore Martinez è in missione in Albania.

Salvatore Martinez interverrà come ospite d’onore e relatore al 15° Incontro Europeo dei Balcani – ispirato alla tradizione del National Prayers Breakfast – sul tema: “Ama il prossimo Tuo come te stesso”, in programma a Tirana, presso il Palazzo Presidenziale (già Palazzo Reale) e presso il Plaza Hotel, da venerdì 25 a domenica 27 maggio 2018.

Salvatore Martinez detterà una riflessione sul tema dell’Incontro nella Sessione mattutina di sabato 26, con speciale riguardo al valore della “riconciliazione spirituale” tra popoli di una Regione geografica, quella dei Balcani, che è stata segnata da gravi conflitti etnici e religiosi e che deve ricostruire un futuro comune fondato su una nuova unità e cooperazione ispirati al comandamento universale dell’amore, della fraternità, della promozione integrale dell’uomo, degli ideali di giustizia sociale.

Al Meeting interverranno: il Presidente della Repubblica d’Albania; i Primi Ministri di Albania e Kosovo; gli Speaker dei Parlamenti di Albania, Montenegro, Kosovo, Serbia, Bulgaria; membri del Parlamento Europeo; Senatori, Deputati provenienti da diversi Stati; Ambasciatori in carica ed ex Ministri di diversi Paesi Europei.


Martedì 15 Maggio, a partire dalle ore 18, è in programma presso la Sala Pio XI del Palazzo Pontificio di San Calisto un Incontro di presentazione delle attività della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth” presieduta da Salvatore Martinez.

L’incontro, che si svolgerà alla presenza del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e di altre Autorità, sarà anzitutto l’occasione per presentare il "Centro Internazionale per la Famiglia" Nazareth, la "Casa del Papa" per le famiglie del mondo, oltre che per effettuare una ricognizione dei progetti della Fondazione in essere e di quelli in via di realizzazione.

Interverranno: S. E. Card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali e Presidente del Comitato d’Onore della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth” e il Dott. Salvatore Martinez, Presidente della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”.

Presenzierà: S. E. Card. Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita e Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”.


Salvatore Martinez, Presidente della Fondazione Vaticana “Centro internazionale Famiglia di Nazareth” e Rappresentante Personale della Presidenza Italiana in esercizio OSCE 2018, Dimensione 3 sui “Diritti umani” con delega alla “Lotta al Razzismo, Xenofobia, Intolleranza e Discriminazione dei Cristiani e di Membri di Altre Religioni”, interverrà in studio all’apertura della trasmissione “Unomattina”, su Rai 1, a partire dalle ore 06.40 a.m.

Commenterà degli avvenimenti di stringente attualità, approfondendo i temi della libertà religiosa e della discriminazione dei cristiani in Medioriente e nel mondo.


Il Presidente della Fondazione Vaticana “Centro internazionale Famiglia di Nazareth” Salvatore Martinez è in missione a Bruxelles, nella veste di Rappresentante Personale della Presidenza Italiana in esercizio OSCE 2018, Dimensione 3 sui “Diritti umani” con delega alla “Lotta al Razzismo, Xenofobia, Intolleranza e Discriminazione dei Cristiani e di Membri di Altre Religioni”.

Salvatore Martinez è intervenuto a Bruxelles, presso l’Egmond Palace, lunedì 14 Maggio alla Conferenza Internazionale Ministeriale sulle vittime di violenze etniche e religiose nel Medio Oriente, co-presieduta dal Regno del Belgio e dalla Repubblica Libanese.

Lo scopo della Conferenza internazionale, a tre anni dall’adozione del Piano di azione di Parigi del 2015 e un anno dopo la Conferenza internazionale di Madrid, è stato quello di ripercorrere lo stato dell’arte a seguito della sconfitta militare di Da’esh (Isis) in Iraq e Siria e di individuare i rischi, le prospettive e le iniziative da mettere in campo sulle tematiche oggetto di discussione.

Dopo una sessione plenaria, nella quale i Ministri degli Esteri di diversi Paesi si sono soffermati sul tema generale della conferenza, il tema “pace, giustizia e istituzioni forti” è stato declinato in due specifiche sessioni, con riferimento rispettivamente al controllo e alla riconciliazione e dunque alla partecipazione inclusiva e alla prevenzione.

Alla Conferenza internazionale hanno partecipato Ministri e Alti Rappresentanti provenienti da diversi Paesi del mondo, il Segretario per i Rapporti con gli Stati, S.E. Mons. Paul Richard Gallagher, in rappresentanza della Santa Sede, oltre a Sua Maestà il Re Filippo di Belgio.

Nel corso dei lavori, il Presidente Martinez ha dichiarato: «Siamo impegnati a promuovere il dialogo interculturale e interreligioso e una comprensione reciproca tra le diverse comunità. La nostra lotta contro la discriminazione per motivi etnici e religiosi è prima di tutto un’iniziativa culturale, un grande investimento sociale che richiede più società civile e sforzi a lungo termine per rivolgersi alle generazioni più giovani che stentato ad avere fiducia nella politica e nelle religioni».

Per Martinez è necessario «un dialogo che presupponga “identità comunitarie” oggi fortemente destrutturate, che pregiudicano il futuro dei giovani e la loro convivenza pacifica» ed urge «un grande “investimento educativo” che renda le nuove generazioni capaci di governare i processi di ricostruzione “morali e spirituali", non secondari a quelli economici e infrastrutturali».

Martinez, sul tema della conferenza, ha sottolineato altresì come: «la distruzione del patrimonio culturale e religioso, abbia un impatto negativo sulla stabilità di questi territori, stabilità che si potrà determinare solo attraverso l’armonizzazione delle differenze profonde e storicizzate che esistono nei territori stessi».

Infine, ha concluso mettendo in evidenza come «ci sia tra le genti, una voglia di pace e di giustizia sociale crescente, che non possono essere deluse e alterate da politiche internazionali poco attente al destino dei popoli prima che degli Stati».


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